Figure emergenti
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Età dello sviluppo

La Doula: una donna accanto alla madre

Workshop

Marilena Massasso

Marilena Massasso é psicologa clinica e psicoterapeuta sistemica, Doula e insegnante di massaggio infantile. Il suo intervento, di diverso approccio teorico rispetto alla Gestalt, insieme ad altri contributi analoghi, testimonia il valore dato nel Convegno "Incontrando i minori", alle diverse professionalita e orientamenti, in una visione che sostiene la creazione di quadri d'insieme, complessi e articolati, nell'approccio ai minori, valorizzandone le provenienze, le contaminazioni, gli scambi e i dialoghi.

 

Abstract

Il periodo della maternità necessita di sostegno, affetto, condivisione, informazione e accoglienza e nessuna donna dovrebbe essere lasciata sola in questo particolare momento della sua vita. Le cure e l’atteggiamento che la madre riceve durante tutto il periodo della gravidanza fanno la differenza con conseguenze che non riguardano solo la madre ma anche il bambino. E’ importante che la mamma riceva informazioni pertinenti che le permettano di vivere nel modo più sereno possibile la gravidanza e affrontare al meglio il momento del parto e del post parto. In mancanza di persone di fiducia a cui appoggiarsi, le mamme (meglio ancora la coppia…) possono affidarsi a una doula, figura professionale che si occupa del sostegno fisico ed emotivo della donna durante la gravidanza, il parto e il post parto sino al primo anno di vita del bambino. Nel corso del workshop, attraverso video e narrazioni, verrà presentata la figura della doula, con particolare attenzione ai suoi ambiti di intervento e a come la sua presenza possa rendere più serena l’esperienza della maternità, attraverso la nascita non solo di bambini, ma anche di madri che hanno fiducia in sé stesse, capaci e competenti.

Guardate i vostri figli e le vostre figlie. Essi sono il vostro futuro

(Tradizione orale Oneida)

 

 

La doula è una figura professionale di tipo assistenziale, non sanitaria con esperienza e formazione sulla nascita, che si occupa del sostegno emotivo e pratico e del benessere della donna e della sua famiglia durante tutto il periodo della gravidanza, del parto e del post parto. Non ha competenze di tipo medico, né ginecologico né ostetrico. Per comprendere appieno il ruolo della doula, occorre cercare di fare una riflessione sulla maternità. La maternità è un periodo di grandi trasformazioni; la donna si appresta a varcare una soglia e sente che, da quel momento nulla sarà più come prima. Il tempo della maternità oggi è caratterizzato da migliori condizioni igieniche e di vita, grazie al sapere medico che ha reso la donna meno soggetta alla morte, così come il suo bambino. La donna moderna è dunque ricca di nozioni mediche, ginecologiche e competente dal punto di vista cognitivo, ma risulta spesso incapace di recuperare competenze naturali che le sono proprie. Oggi le donne che si apprestano a diventare madri, spesso devono fare i conti con una minore attenzione agli aspetti più squisitamente legati al loro tempo psichico e alla mancanza di competenza circa il funzionamento biologico proprio e del figlio portato in grembo. Il tempo della maternità ha dunque anche bisogno di sostegni, di affetti, di condivisione e di accoglienza.

Come espresso in modo lucido da una madre “ … le madri dovrebbero trovare riparo in altre donne che hanno già attraversato l’esperienza e ti raccontano delle loro giornate: quelle allegre e quelle buie, dei sogni infranti e di quelli solo rinviati. Basterebbe così poco a volte. Condividere davvero con sincerità, offrire una mano per attraversare un pezzo di strada sconnessa…” La doula favorisce la donna nel recupero del sapere arcaico dei cicli e del partorire, nella riscoperta del sapere interiore originario.

La doula (dal greco: donna che serve un'altra donna) si inserisce là dove un tempo si collocavano le donne di famiglia o le donne di una intera tribù che erano presenti nei momenti della gravidanza, del parto e del puerperio. Si inizia a parlare dell’importanza di una figura femminile accanto alla madre a partire dagli anni settanta quando, in due ospedali del Guatemala, in cui ogni giorno nascevano dai 50 ai 60 bambini, due ricercatori, John Kennell e Marshall Klaus, valutarono gli effetti della presenza di una donna non specializzata ma che aveva già partorito, che stava accanto ad una partoriente. I risultati furono immediati e fu evidente come la presenza di una donna accanto a un’altra donna, fosse un modo per rendere il parto più facile.
Da quel momento, nel mondo inizia a svilupparsi un movimento culturale che, con declinazioni diverse a seconda del luogo fisico, si impegna per una cultura diversa dell’evento nascita. Persone con percorsi personali e professionali differenti, lavorano affinchè nel mondo ci sia una maggiore attenzione ai bisogni delle madri e dei bambini, le strutture ospedaliere siano rese più accoglienti, sia favorito il parto a casa, promosso l’allattamento al seno e stimolato un nuovo approccio alla paternità. In Italia ricordiamo Maria Montessori che si impegna per la formazione di “assistenti alla madre”, donne che si prendevano cura della madre e del bimbo. Nel 1996, la guida alla maternità sicura dell’OMS e le linee guida al taglio cesareo dell’istituto Superiore della Sanità e Ministero della salute nell’edizione del 2012, riconoscono la doula come figura di sostegno alla donna.

Diventare madre comporta fare i conti con una gestazione emozionale e di crescita interiore. In questo tempo, la donna può vivere l’esperienza del parto come riscoperta delle straordinarie risorse del suo corpo, in un’intensa e appassionata trama di relazione con il nuovo nato. “…La gravidanza è tempo di attesa e di raccoglimento. La vita cresce nel silenzio, come un seme nel calore della terra sotto la neve. Ci vuole tempo perché diventi un germoglio… La gravidanza è tempo di ascolto. Ascolto di sé e ascolto dell’altro… E la donna, giorno dopo giorno, diventa madre: la maternità è un processo, un cammino che si apre camminando, un viaggio di mille miglia che comincia con un passo” (2).

Durante la gravidanza, la doula aiuta la futura madre a raccogliere informazioni su come funziona il processo naturale del parto, cosa ostacola e cosa aiuta. Facilita il processo di informazione della donna sulla base di come la donna immagina il parto, la accompagna a visitare l’ospedale in cui intende partorire, a formulare le giuste domande, a valutare con attenzione nel rispetto dei suoi bisogni quello che desidera. Nulla deve essere lasciato al caso per l’incontro più importante nella vita di una donna, di una coppia. Durante il travaglio e il parto, la doula può stare con la mamma in modo continuativo o alternandosi con il padre e si occupa del sostegno emotivo e fisico della donna.
Dopo il parto, si occupa della madre assicurandole il diritto di non rimanere sola dopo la nascita del proprio figlio. Lavora sul rinforzo delle competenze materne innate, supportando la madre nella cura del neonato, offrendo un sostegno di tipo pratico e aiutando la famiglia nella riorganizzazione dopo la nascita. Favorisce la costruzione di reti di madri, luoghi in cui le donne possono trovare sostegno in altre donne, possono raccontarsi nelle loro fragilità; luoghi ove il tempo della maternità possa essere vissuto come tempo di gioia e di costruzione di relazione con una persona unica e nuova.

Dopo il parto, la donna vive emozioni felici ma anche turbamenti che tendono ancora ad essere messi da parte, mortificati nel loro bisogno di trovare ascolto. Il trionfo della vita si accompagna al pianto, ad un lieve senso di depressione che coglie circa l’80% delle donne dopo il parto e che, di solito scompare senza lasciare traccia. Una volta si chiamava pianto del latte, oggi la si chiama babyblues. Se i sintomi persistono per un tempo più lungo, si parla di depressione post parto e in casi, sebbene percentualmente meno significativi, di psicosi puerperale. La doula aiuta la madre a significare questo ritirarsi in sé stessa, avere dei dubbi sulle proprie capacità di cura, sentirsi fragile, come segnali di normalità fisiologica e psichica. Se è possibile stare accanto alla madre e dirle che, di fronte alla nascita lo spaesamento è possibile, anzi è addirittura normale, permettiamo alla madre di riconoscere ed accettare l’ambivalenza dell’amore materno e il proprio bisogno di sostegno e di aiuto. Se i sintomi dovessero avere tempi più lunghi, la doula indirizza la madre alle figure competenti.

Perché parlare della doula parlando di minori? Ormai da tempo la scienza ci informa che le esperienze vissute a partire dal concepimento e nei primi anni di vita sono fondamentali per lo sviluppo del bambino. Le esperienze vissute lasciano il segno e possono rendere un bambino forte o vulnerabile, felice o infelice e segnare alfine una differenza nella sua qualità di vita. Prendersi cura della madre significa prendersi cura del futuro dei bambini. Mettere al centro la madre, occuparsi di lei permettendole di coltivare in sé le energie buone significa rendere quella madre capace di occuparsi del suo bambino, capace di trasmettere fiducia nella vita, rendendolo così sicuro rispetto ai compiti evolutivi che dovrà affrontare. Accogliere la madre per accogliere il bambino e tutelare la generazione futura.

L’incontro svoltosi nell’ambito del workshop “ Incontrando i minori ”, ha avuto come scopo quello di delineare i vari ambiti di intervento della doula partendo dalle riflessioni e dai bisogni delle donne presenti, sino ad arrivare ad una riflessione collettiva sulla forza generatrice della donna, sull’importanza della riappropriazione di spazi di vita individuali e collettivi e sulla riscoperta del sapere arcaico legato ai ritmi della natura e della ciclicità. Le donne nel cerchio hanno vissuto l’esperienza della forza creatrice del gruppo. Le donne nella dimensione del cerchio sacro, progettato per creare l’unità, sono state messe nella condizione di vivere la dimensione della “sorellanza”, che ha sostenuto in passato le donne nei diversi compiti, dentro e fuori le mura domestiche, nel rapporto con l’altro sesso, nei lutti, ma anche nell’esercizio del loro potere. Il cerchio insomma come un luogo sacro per la coltivazione del sapere femminile.

Il lavoro intenso ed emotivamente partecipato è stato introdotto dalla visione di una brevissima parte del film di Guido Chiesa “Io sono con te”, film in cui il regista ha messo in luce la dimensione della madre sottolineandone il ruolo giocato nell’educazione del figlio. Importante il ribaltamento dall’immagine di una madre passiva, ad un’immagine ove la madre si fida della propria coscienza e del proprio sentire anche quando tutto ciò appare scandaloso a livello sociale e famigliare. L’immagine di questa madre che sa (intimamente) l’importanza del contatto istantaneo con il proprio figlio appena nato, che si pone capace e competente nel veicolare l’educazione del figlio in modo quanto più possibile permissivo, basandola sulla fiducia reciproca e sull’abbandono di paure e di ansie, è l’immagine materna che dovrebbe appartenere a tutte le donne, declinata sull’unicità di ogni donna. Una madre sicura, che ha fiducia nelle proprie competenze materne, che conosce la propria soggettività interiore ed è custode del sapere della maternità, può rendersi formatrice e trasmettere al proprio figlio un educazione speciale. Di questo sapere e rinnovata competenza ha bisogno oggi più che mai non solo la donna con la propria creatura ma, anche il mondo sempre più sopraffatto dalla violenza e dal disprezzo della vita umana. Il mondo riuscirà a sopravvivere solo se saremo capaci di recuperare la dimensione della cura materna, a condizione di cominciare da dove tutto inizia: dalla madre mentre porta in grembo il suo bambino.

Note

1) Marilde Trinchero, Reclusioni di corpi e di menti, 2012 ed. scientifiche Ma.Gi. srl, Roma
2) Elena Balsamo, Nato prima del tempo. Sacralità della nascita e accoglienza amorevole al neonato prematuro, Leone Verde Ed., 2012 pag.19

Bibliografia

Aivanhov O.M., L’educazione inizia prima della nascita, Prosveta ed., Tavernelle (PG), 2005
Balsamo E., Nato prima del tempo. Sacralità della nascita e accoglienza amorevole al neonato prematuro, Leone Verde Ed., Torino, 2012
Bowbly J., Una base sicura, Cortina ed., Milano,1989
Gaskin Ina May, La gioia del parto. Segreti e virtù del corpo femminile durante il travaglio e la nascita, Bonomi ed., 2003
Marcoli A., E le mamme chi le aiuta? Come la psicologia può venire in soccorso dei genitori ( e dei loro figli), Mondadori ed., 2009
Marshall F., Mamma in blu. Come affrontare le crisi del dopo parto e godersi fino in fondo le gioie della maternità,Salani Ed., Milano, 1998
Recalcati M., Le mani della madre. Desiderio, fantasmi ed eredità del materno, Feltrinelli, Milano, 2015
Robin Lim, Custodi della nascita. Le mie esperienze per mamme, doule, ostetriche, medici, New Press Ed., 2014
Robin Lim, Dopo la nascita del bambino, Ed. Urrà, Milano, 2007
Schmid V., Apprendere la maternità. Le nuove sfide di oggi, tra natura e cultura, Ed. Urrà, Milano, 2010
Schmid V., Venire al mondo e dare alla luce. Percorsi di vita attraverso la nascita, Feltrinelli ed., Milano, 2013
Scopetta C., Accanto alla madre, Ed. Aam Terra Nuova, Firenze, 2012
Trinchero M., Reclusioni di corpi e di menti, Ed. Scientifiche Ma.Gi. srl, Roma, 2012
Trinchero M., La solitudine delle madri, Ed. Scientifiche Ma.Gi, Roma, 2008
Vegetti Finzi S., Battistin A.M., A piccoli passi ,Mondadori ed.,1994
Zona G.A., The Soul would have no Rainbow if the Eyes had no Tears, New York, Touchstone, 1994

Filmografia

Tutto parla di te, Alina Marazzi, Italia - Svizzera, 2012
Nascere e Shantala. La nascita senza violenza e il massaggio del bambino, Frederich Leboyer, Francia, 1975
Maternity blues, Fabrizio Cattani, Italia, 2012
La nascita estatica, Debra Pascali-Bonaro, Italia, 2011
Io sono con te, Guido Chiesa, Italia, 2010