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Recensioni e Prospettive

Pietro A. Cavaleri "La profondità della superficie"

Percorsi introduttivi alla psicoterapia della gestalt

Recensione a cura di Piergiulio Poli

 

 Pietro A. Cavaleri, La profondità della superficie

 Percorsi introduttivi alla psicoterapia della gestalt, 2007, Franco Angeli

 

Del libro di Pietro A. Cavaleri ho apprezzato da subito la chiarezza con cui esplora alcuni concetti cardine della terapia della Gestalt.

 

Fedele al suo sottotitolo questo libro può essere utilizzato esattamente come un testo introduttivo per procurarsi delle solide definizioni di alcuni concetti quali contatto, interruzione di contatto e consapevolezza. Soprattutto il capitolo sull’intenzionalità di contatto è un’ottima introduzione ad un concetto che le scuole siciliane di Gestalt hanno formulato e reso oggi lingua corrente in molte parti del mondo. L’apparato bibliografico di ognuno dei 12 articoli raccolti nel libro colpisce per la presenza di citazioni di testi originali provenienti soprattutto dalla Gestalt e dalla filosofia tedesca. Il riferimento al lavoro di Simmel, Schultz e Benjamin rivela un’attenzione per l’humus europeo in cui la Gestalt therapy è sbocciata.

 

Da una lettura diluita nel tempo, tornandoci di volta in volta quando avevo bisogno delle sue definizioni, ho realizzato che questo libro può assolvere a funzioni - ed avere ambizioni diverse - da quelle di una raccolta di testi introduttivi. Questo libro mostra come i nostri modi attuali di descrivere ciò che succede in terapia siano dei tentativi di chiudere una Gestalt aperta nella filosofia e nelle scienze umane da circa 100 anni. Lo fa esplorando uno spazio teorico che Perls chiamerebbe differenziale. Una polarità del nostro modo di  descrivere l’approccio terapeutico è basata sullo scavo della profondità, le interrogazioni sul senso delle parole, degli atti (più o meno mancati), delle fantasie e della storia nostra e dei nostri clienti/pazienti. L’altra polarità lega la descrizione del significato alla costellazione di relazioni create qui-e-ora tra insiemi di elementi sensibili percepiti.

 

Cavaleri fa uso della relazione/opposizione tra storia e sistema e il suo libro si sviluppa nel vuoto fertile creato da questa dualità. Nel capitolo sulla psicanalisi eretica, per esempio, la Horney è ritratta come l’elemento storico della psicanalisi su cui Perls si innesta e allo stesso tempo differenzia, introducendo una visione di campo (= sistema). Nel capitolo sull’azione, la psicanalisi di Rank e Ferenczi e il lavoro di Perls e Goodman si oppongono ed attraggono lungo la stessa direttrice. Del libro di Cavaleri si potrebbe dire -con Perls - "che sfrutta il pensiero differenziale, ha delle similitudini con le  teorie dialettiche, ma gli mancano quelle implicazioni metafisiche che rendono le discussioni interminabili" (Perls, Ego, Hunger and Aggression, 1969 pag 14). La profondità della superficie è un libro a cui si può accedere rapidamente per apprendere utili informazioni; è anche un libro che può aprire discussioni teoriche sottili, non metafisiche e, a discrezione dei parlanti, non interminabili.